
Accompagnare le comunità costruendo futuro
Quest’anno festeggiamo i primi 30 anni del nostro cammino. Abbiamo portato acqua potabile a oltre 200.000 persone con i 40 pozzi realizzati, abbiamo dato un futuro a tantissimi bambini costruendo 27 case di accoglienza, 14 scuole e con 20 progetti di formazione, abbiamo cercato di alleviare le sofferenze grazie a 19 strutture sanitarie, aiutare la popolazione con i 6 centri polivalenti, i 18 grandi progetti di sviluppo e le oltre 20 infrastrutture tecnologiche. Siamo riusciti a fare tutto questo grazie al supporto, non solo finanziario, di tantissime persone, ma soprattutto grazie a persone straordinarie che hanno offerto la loro opera andando in missione in realtà profondamente fragili. Alcuni non sono più fisicamente tra noi ma saranno sempre saldamente nei nostri cuori e nella memoria di AGAPE per tutti gli anni che verranno.
Guardando indietro, e riflettendo in profondità sugli eventi che hanno segnato questi trent’anni, la considerazione più importante riguarda l’evoluzione del nostro modello di intervento e, di conseguenza, del nostro ruolo. Da “semplici” finanziatori e realizzatori, chiamati a rispondere a situazioni di emergenza o a richieste di aiuto, siamo progressivamente arrivati a confrontarci con realtà sempre più complesse e articolate, nella consapevolezza che ogni progetto può avere valore solo se fondato sulla sostenibilità. Sostenibilità significa fare in modo che ciò che viene realizzato continui a rimanere al servizio della popolazione indipendentemente dalla nostra presenza, mettendo i partner locali nelle condizioni di gestire responsabilmente i progetti nel rispetto degli obiettivi condivisi. Questo significa non soltanto costruire, ma anche formare, accompagnare, ascoltare, imparare, condividere, comprendere, guidare con rispetto e testimoniare attraverso l’esempio, mantenendo sempre un autentico senso critico, mai però giudicante. Man mano che si approfondisce la conoscenza delle situazioni diventa importante non avere paura di apparire ingenui, non chiudere gli occhi di fronte alla realtà e ricercare sempre la verità, sapendo distinguere gli aspetti culturali dalle dinamiche legate alla sopravvivenza. Ma significa anche avere il coraggio di non voltarsi dall’altra parte quando vengono calpestati principi fondamentali o quando la presenza di un cattivo seminatore diventa un riferimento negativo soprattutto per i giovani. Perché un cattivo seminatore conduce, prima o poi, al fallimento di tutto ciò che viene costruito.
Nei primi anni di vita di AGAPE, anche perché eravamo all’inizio del nostro cammino, non avevamo né esperienza né preparazione. Guardavamo tutto e tutti con uno sguardo profondamente positivo e non eravamo ancora pronti a svolgere un ruolo diverso e più incisivo nei confronti dei nostri partner. Oggi, dopo trent’anni di esperienze, di obiettivi raggiunti ma anche di delusioni profonde, abbiamo maturato il riconoscimento e la competenza necessari per contribuire anche alla crescita organizzativa e gestionale dei nostri partner, un aspetto fondamentale per il futuro dei Paesi in via di sviluppo. Dobbiamo essere capaci di accompagnare mantenendo sempre quella vera umiltà che spesso si contrappone a un’umiltà soltanto apparente.
È indubbio che tutto questo ci conferisca, in qualche modo, una maggiore responsabilità e anche una forma di “potere”, che però scegliamo di vivere con un profondo e sincero senso del servizio, lontano da ogni logica di sopraffazione o di appagamento personale. Non è semplice, perché la realtà quotidiana ci mostra sempre più spesso il dilagare della menzogna che, alimentata anche dalla perdita del senso critico, apre la strada all’azione dei manipolatori.
È questo il tempo in cui serve il coraggio della speranza. Come scriveva Don Tonino Bello: “Speranza significa forza di rinnovare il mondo. Forza di cambiare le cose nonostante tutto… La speranza è parente stretta del realismo. È la tensione di chi ha già percorso un tratto di strada e orienta i suoi passi, con amore e trepidazione, verso il traguardo non ancora raggiunto”.
Questa deve essere la risposta di AGAPE in questo momento particolare: continuare su questa strada, nei tanti progetti a cui stiamo lavorando, in quelli che stiamo finalizzando e in quelli che continuiamo a sognare.
Paolo Vanini



