Accompagnare le comunità costruendo futuro

Accompagnare le comunità costruendo futuro Quest’anno festeggiamo i primi 30 anni del nostro cammino. Abbiamo portato acqua potabile a oltre 200.000 persone con i 40 pozzi realizzati, abbiamo dato un futuro a tantissimi bambini costruendo 27 case di accoglienza, 14 scuole e con 20 progetti di formazione, abbiamo cercato di alleviare le sofferenze grazie a 19 strutture sanitarie, aiutare…

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HOPE-Danza per AGAPE

Il passato non è mai davvero lontano. Esiste uno spazio in cui memoria e presente continuano a dialogare. Da questo incontro nascono domande, riflessioni e nuove consapevolezze. È proprio da questa dimensione che prende vita HOPE, lo spettacolo di danza e teatro del Gruppo Psuké Danza. Lo spettacolo, creato da Lorenzo e Martina Vanini, è andato in scena il 18 aprile al Mitreo Iside.

Ilaria Alpi come punto di partenza

Al centro della performance emerge la figura di Ilaria Alpi, giornalista simbolo di coraggio, ricerca della verità e impegno civile. HOPE, però, non racconta semplicemente la sua vicenda personale. La sua storia diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia. Lo spettacolo invita a interrogarsi sul valore dell’informazione, sulla responsabilità individuale e sulla capacità di osservare la realtà con spirito critico. Attraverso il linguaggio del corpo, della danza contemporanea e della narrazione teatrale, gli artisti pongono una domanda attuale e necessaria: quanto siamo davvero consapevoli di ciò che accade nel mondo intorno a noi? Il percorso artistico invita il pubblico a confrontarsi con il significato della memoria. Non come un archivio immobile del passato, ma come una forza viva che continua a influenzare il presente e il futuro. In HOPE le storie non si esauriscono quando vengono raccontate. Continuano a generare pensiero, confronto e nuove interpretazioni. In questo modo il ricordo diventa uno strumento di partecipazione e crescita collettiva.

Arte e solidarietà

Lo spettacolo ha offerto anche un’importante occasione di solidarietà. Durante l’evento il pubblico ha sostenuto il Progetto Entendarte con una raccolta di donazioni. L’iniziativa opera in Mozambico e in India. Promuove percorsi artistici e culturali nei territori coinvolti. Nasce così un legame concreto tra gli artisti impegnati in Italia e le comunità che vivono il progetto sul campo. In questi contesti, l’arte diventa uno strumento di sviluppo, inclusione e partecipazione.

Il percorso di Danza per AGAPE

HOPE fa parte del progetto Danza per AGAPE, nato nel 2011 dalla collaborazione tra AGAPE e il Gruppo Psuké Danza. L’iniziativa utilizza la danza come mezzo di espressione, sensibilizzazione e impegno sociale. Attraverso spettacoli e performance crea occasioni di incontro tra arte, cultura e solidarietà. Nel corso degli anni, il progetto ha portato le proprie creazioni in scuole, festival, eventi culturali e manifestazioni solidali. Gli spettacoli affrontano temi di grande rilevanza sociale, tra cui marginalità, migrazioni, solidarietà internazionale e valore della vita umana. In questo contesto, HOPE rappresenta una nuova tappa di un percorso artistico che va oltre i confini del palcoscenico. La performance diventa uno spazio di dialogo e partecipazione. Allo stesso tempo offre un sostegno concreto ai progetti di AGAPE e invita a riflettere sul ruolo che ciascuno può svolgere nella costruzione di una società più consapevole e solidale.

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Una notizia importante dal progetto Spirulina for Congo

Il nostro progetto in Repubblica Democratica del Congo raggiunge un traguardo scientifico di grande rilievo: è stato appena pubblicato su una rivista scientifica internazionale lo studio condotto da Josué Mupemba, Presidente di AGAPE RDC, insieme a un team di ricercatori, sull’efficacia della spirulina, prodotta direttamente nel centro di produzione di AGAPE, nella riabilitazione nutrizionale dei bambini malnutriti. Risultati concreti…

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Aggiornamenti dal Burkina Faso

Negli ultimi mesi, la comunità di Orkounou, nel sud-ovest del Burkina Faso, ha affrontato momenti difficili. A ottobre, la mensa scolastica del villaggio è stata distrutta. Per la comunità è stato un duro colpo: qui la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma il cuore della vita comunitaria, strettamente legata anche ai progetti agricoli che sostengono le…

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Vivi come se non ci fosse un domani

Vivi come se non ci fosse un domani… ma pianificalo bene

Una scelta oggi può costruire qualcosa domani, grazie ai lasciti solidali

C’è un momento nella vita di ciascuno in cui ci si ferma a pensare a ciò che resterà di noi. Non in senso malinconico, ma come desiderio di lasciare un segno positivo, qualcosa che continui a vivere oltre il nostro tempo. Il futuro, in fondo, non è qualcosa che semplicemente accade: è qualcosa che costruiamo, passo dopo passo, anche attraverso le scelte che facciamo oggi. Una scelta oggi può costruire qualcosa domani, grazie ai lasciti solidali.

Tra i gesti più preziosi, ma spesso anche più fraintesi, c’è il lascito testamentario. Per troppo tempo è stato avvolto da silenzi e pregiudizi: alcuni lo considerano un tema difficile, altri pensano che riguardi solo chi possiede grandi patrimoni. La verità è un’altra: fare un lascito significa trasformare i propri valori in azioni concrete, dare continuità a ciò in cui abbiamo creduto durante la vita. Ma è vero tutto quello che si dice?

Sfatiamo insieme i 5 falsi miti più diffusi:

1.Non serve possedere grandi ricchezze.

 La maggior parte dei lasciti solidali nasce da gesti semplici, da risparmi quotidiani, capaci però di cambiare la vita di molte persone. Un piccolo contributo, unito a quello di tanti altri, può costruire scuole, sostenere cure, accogliere chi è in difficoltà. Non conta la quantità, ma l’intenzione di far vivere ciò che ci sta a cuore.

2.Non sottrae nulla ai tuoi cari.

La legge tutela sempre gli eredi più stretti: nessuno può essere escluso da ciò che gli spetta.

3.È un gesto semplice da compiere.

Un testamento olografo — scritto a mano, datato e firmato — è valido e gratuito. Chi desidera maggiore sicurezza può rivolgersi a un notaio con facilità. È un atto sobrio, alla portata di tutti, che dà la certezza che la propria volontà sarà rispettata.

4.Puoi modificarlo quando vuoi.

È un gesto libero, che si può modificare o cancellare in qualunque momento. Un lascito accompagna la vita, seguendone i cambiamenti, come un filo discreto che unisce presente e futuro.

5.Non ci sono oneri fiscali per chi lo riceve.

Anche sul piano fiscale, tutto è più semplice di quanto si creda: i lasciti a favore delle organizzazioni non profit non sono soggetti a imposte di successione. Ogni bene, ogni euro donato, arriva interamente a destinazione, trasformandosi in azioni concrete.

Un lascito solidale è un atto di fiducia nella vita e nel futuro, è il modo più autentico per dire: “Io ci sarò ancora, nel bene che continuerà a generarsi.”

Perché vivere come se non ci fosse un domani significa anche pianificarlo con cura: ciò che lasci oggi può diventare le fondamenta di un domani più giusto, più umano e più solido per tutte e tutti.

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Un libro aperto, un futuro acceso

Un libro aperto, un futuro acceso

A settembre si ritorna tra i banchi di scuola, facciamo in  modo che sia così per tutti e tutte.

 

In Repubblica Democratica del Congo e Burkina Faso, accedere all’università è un privilegio per pochi. Le scuole hanno pochissimi posti o prevedono un costo troppo alto per la maggior parte delle famiglie. E così, tanti giovani pieni di talento vedono il proprio futuro fermarsi troppo presto. Ecco perché ogni donazione, anche la più piccola, è un seme di speranza.

– In Burkina Faso, nel villaggio di Orkounou, circa 250 bambini sognano di imparare a leggere, scrivere e costruirsi un futuro migliore. Molti di loro sono orfani o profughi interni, fuggiti dalla violenza del terrorismo. Anche se dal 2025 la legge prevede la gratuità dell’istruzione, i costi “nascosti” – libri, divise, trasporti – restano un ostacolo insormontabile per tante famiglie.

-In Repubblica Democratica del Congo, due ragazze appena diplomate della nostra casa famiglia Laura Perna hanno un sogno: iscriversi all’università. Hanno talento, passione e forza di volontà, ma senza un sostegno economico rischiano di vedere spegnersi il loro futuro.

Con AGAPE crediamo che l’istruzione sia la chiave per cambiare la vita delle persone e per costruire comunità più giuste e solidali.

Ogni donazione, anche la più piccola, è un seme di speranza che diventa futuro.

 

Il nostro obiettivo

Con questa raccolta fondi vogliamo:

  • Garantire 2 borse di studio universitarie annuali (400 € ciascuna) per le due ragazze della Casa famiglia Laura Perna.

  • Garantire 5 borse di studio annuali ad Orkounou, in Burkina Faso (120 € ciascuna) per i bambini della scuola elementare locale.

Totale da raggiungere: 1.400 €

 


 

Diventa parte della storia di questi bambini e ragazze. Prendi parte al cambiamento! 

DONA ORA

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Aggiornamenti dal Mozambico

Aggiornamenti dal Mozambico

Il progetto “Construindo com a Música” continua il suo percorso, creando reti e rafforzando le competenze di artisti e professionisti del settore musicale.

 

Alla fine di agosto si è svolto il Mozambique Music Hackathon 2025, un evento che ha riunito giovani musicisti e creativi per affrontare le principali sfide del settore: inclusione delle donne, valorizzazione del patrimonio culturale, turismo sostenibile, networking artistico e internazionalizzazione della musica mozambicana.

Durante le serate di showcase, la rapper TMRS AwaGe si è aggiudicata il premio principale, mentre i vincitori dell’Hackathon, Okumana Ya Makhalelo, voleranno in Italia a novembre per rappresentare il progetto e presentare le loro idee davanti a un pubblico internazionale.

A settembre il percorso è proseguito con nuove formazioni in Music Business nelle province della Zambézia e di Nampula, guidate dall’esperta manager musicale italiana Silvia Nocentini.

Il progetto è realizzato con la collaborazione di Comune di Milano, Milano Musica e Diapason Progetti Musicali, finanziato da AICS insieme al Ministero dell’Educazione e della Cultura mozambicano.

 

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Adotta una Capra

Il cambiamento inizia anche dal divano

Con un click, puoi contribuire a sostenere progetti di sviluppo che cambiano la vita di intere comunità.

 

Comprare una gallina senza ottenere uova, acquistare una capra senza avere latte… sembra una fregatura, vero? In realtà, non lo è affatto! Stiamo parlando di una nostra nuova iniziativa che ti permette di adottare a distanza un animale, sostenendo missioni che fanno davvero la differenza.

Immagina la scena: tu, comodamente seduto o seduta sul tuo divano, mentre prendi una decisione che non solo è utile, ma contribuisce anche a migliorare la vita di altre persone. Con soli 15 euro, puoi acquistare una gallina ovaiola che andrà a unirsi al polo zootecnico di Orkounou, in Burkina Faso. Questo centro, in rapida espansione, sta diventando un vero e proprio motore di sviluppo per l’intera comunità locale. E cosa c’è di meglio di una gallina che depone uova per far partire una piccola, ma potentissima, rivoluzione sociale?

Se le galline non ti convincono, niente paura! Con 35 euro, puoi comprare una capra che sarà il punto di partenza per progetti imprenditoriali gestiti da donne in Poovanipattu, in India, attraverso un programma di microcredito. Qui, la capra non è solo un animale da mungere, ma un vero e proprio strumento di riscatto sociale. L’acquisto di questa capra rappresenta una risposta alla discriminazione e una spinta verso la realizzazione per molte donne che, grazie a questa opportunità, riescono a diventare autonome e protagoniste di un cambiamento che si diffonde come un’onda positiva.

Inoltre, potrai scegliere il nome dell’animale che “adotterai”! Se invece preferisci lasciarti sorprendere, sarà assegnato un nome in lingua locale, con tanto di spiegazione del suo significato. Un modo originale per arricchire il tuo bagaglio culturale… senza nemmeno dover fare le valigie!

Ma non si tratta solo di un acquisto: è un vero e proprio motore di sviluppo. Non è una semplice donazione; è come una palla di neve che rotola, sempre più grande, innescando cambiamenti a catena. Ogni piccola azione stimola la successiva, creando un circolo virtuoso che porta a una crescita e a una maggiore autonomia per individui e comunità.

Così, mentre ti godi il relax del tuo divano, saprai che una gallina sta facendo la sua parte per migliorare la vita in Burkina Faso, e che una capra sta dando un’opportunità a una donna in India per cambiare il suo destino. E tutto questo, senza dover nemmeno uscire di casa. Non è fantastico?

La 1°D della scuola secondaria di primo grado M. Montanari di Ravenna, l’ha già fatto!

La classe ha adottato Ragù una giovane capra, che è diventata il motore del cambiamento di una nuova famiglia di Poovanipattu.

 

Trovi tutte le info sul nostro Shop online!

 

 

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The Period

The Period

C’è qualcosa di profondamente rivoluzionario in un assorbente.

 

Sì, hai letto bene. Non stiamo parlando di proteste in piazza, slogan urlati o bandiere al vento. Ma di un semplice oggetto rettangolare, spesso ignorato, taciuto, nascosto nelle tasche delle giacche o passato di mano come fosse contrabbando. Eppure, in un villaggio del Tamil Nadu, nel sud dell’India, proprio un assorbente sta diventando simbolo di libertà, dignità e riscatto.

Benvenuti a Poovanipattu, dove è nato “The Period”, un progetto che ha scelto di parlare apertamente di ciò di cui non si parla: le mestruazioni.

In India, il ciclo mestruale è ancora un tabù pesante. Per molte ragazze significa saltare giorni di scuola, sentirsi sporche, inadeguate, impure, ammalarsi. Significa arrangiarsi con stracci, carta di giornale o foglie secche. Significa portare il peso di un corpo che, mese dopo mese, viene considerato un problema da nascondere.

Il progetto “The Period” nasce da un’intuizione semplice ma potente: se vogliamo che le donne possano essere protagoniste della loro vita, dobbiamo partire dal corpo. Dal loro corpo.

Per questo abbiamo cominciato proprio da qui. Dalle parole. Abbiamo chiamato le cose con il loro nome, anche se all’inizio qualcuno abbassava lo sguardo. Mestruazioni. Assorbente. Ciclo. Niente più eufemismi. Nessuna vergogna.

Ora stiamo passando all’azione. Abbiamo intenzione di acquistare un macchinario che ci permetterà di produrre assorbenti biodegradabili, ecologici e accessibili, usando fibre naturali come la cellulosa. Il progetto prevede anche la formazione di un gruppo di 10-15 donne del villaggio, che gestiranno ogni fase: dalla produzione alla distribuzione, fino alla vendita.

Una piccola impresa femminile che, assorbente dopo assorbente, genera reddito, consapevolezza ed indipendenza.

Perché sì, parlare di mestruazioni è un atto politico. In un mondo in cui la povertà mestruale colpisce milioni di donne e ragazze, poter avere un assorbente pulito e sicuro non è un lusso. È un diritto. E come ogni diritto, va difeso, protetto, garantito.

Abbiamo deciso di farlo a modo nostro: con semplicità, ascolto, alleanza. Costruendo legami tra donne, rompendo silenzi, imparando a guardare il ciclo non come un ostacolo ma come un simbolo. Di vita. Di forza. Di possibilità.

“The Period” è solo all’inizio, ma già si sente l’energia del cambiamento. Le ragazze iniziano a parlare tra loro, a farsi domande. Le madri ascoltano. I ragazzi partecipano. E in tutto questo, un piccolo assorbente diventa molto più di un pezzo di cotone: diventa uno strumento di libertà.

E allora sì: a Poovanipattu, la rivoluzione ha la forma di un assorbente. E sta cambiando il mondo. Silenziosamente. Coraggiosamente. In modo dannatamente concreto.

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La Forza delle Donne

La forza delle donne

Ancora c’è molta strada da fare per i diritti delle donne, ma, grazie all’associazione CÁ-PAZ, nel quartiere di Machava, esiste un punto di riferimento in più.

CÁ-PAZ nasce dall’esperienza internazionale di una psicologa mozambicana, Marcelina Chai Chai, che nel 2007 fonda l’Associazione per l’Assistenza Psicosociale e l’Empowerment alle Vittime di Violenza, che mira al rafforzamento, in primo luogo, delle donne, ma anche di tutta la comunità in cui risiedono. L’associazione opera in sei quartieri periferici di Maputo (Vale do Infulene, Acordos de Lusaka, Trevo, Tsalala, Machava Jota, Machava Sede) in Mozambico e la sua attività era già iniziata nel giugno del 2004, con l’introduzione dell’Intervento Psicosociale Comunitario (IPC): questa tecnica utilizza un approccio olistico e multisettoriale che considera la salute come uno stato di benessere che coinvolge diversi aspetti della vita di una persona, quali fisici, psicologici, sociali, economici e culturali.

 

Dall’esperienza acquisita nell’applicazione dell’IPC, questo approccio è sfociato in un modello formale denominato “Buon Vicino” (Bom Vizinho), con l’obiettivo di trasformare i membri della comunità in agenti di cambiamento, responsabili della soluzione dei problemi sociali del quartiere e del miglioramento delle condizioni di vita. Il “Buon Vicino” è un membro della comunità, che segue un processo di formazione per acquisire le competenze di gestione, controllo e prevenzione di diversi problemi e situazioni di violenza, salute e povertà che si verificano nella loro comunità. L’approccio è volto a promuovere l’aiuto reciproco e la solidarietà tra i membri della comunità, guidato dalle donne che si prendono cura del loro quartiere e gestiscono sistemi di risparmio a credito rotativo sostenibili per sollevare se stesse e le loro famiglie dalla povertà.

 

Con 18 anni di esperienza, più di 40 volontari sul campo, oltre 5000 persone assistite, CÁ-PAZ interviene in tutti gli aspetti che contribuiscono al benessere della persona, guardando l’individuo all’interno del suo contesto familiare e comunitario: ogni giorno l’associazione contribuisce al rafforzamento e all’indipendenza delle donne della comunità attraverso lo strumento del sostegno finanziario, promuove la conoscenza e l’applicazione delle leggi esistenti contro la violenza di genere e crea opportunità per l’effettivo empowerment di donne e ragazze: questo modello si è dimostrato efficace nel ridurre l’incidenza della violenza nelle comunità e nel creare una rete di sostegno per le donne vittime di violenza familiare.

 

Dal 2019, AGAPE e il suo partner, PASSI Società Cooperativa, fanno arrivare in Mozambico volontari attraverso il programma del governo italiano di Servizio Civile Universale per lavorare nelle varie organizzazioni con cui collabora. Una di queste è CÁ-PAZ, che quest’anno si avvale del supporto di 5 volontarie, Beatrice, Camila, Giulia, Lavinia e Serena. Le ragazze partecipano ogni settimana a visite di sostegno psicosociale nelle comunità, nella quali, insieme agli attivisti dell’associazione, indirizzano le vittime ai servizi pubblici responsabili per ogni tipo di problema affrontato (ad esempio polizia, servizi legali, assistenza sociale, sistema sanitario). Nel mese di novembre 2022 hanno partecipato a marce e incontri comunitari nell’ambito dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere che si tengono ogni anno, in cui, oltre a CÁ-PAZ, hanno partecipato altre organizzazioni che si occupano di diritti di genere.

 

Attualmente, stanno lavorando su più fronti: da una parte a supporto delle attività di un progetto di empowerment femminile e di generazione di reddito finanziato dall’Agenzia Catalana di Cooperazione allo Sviluppo e, dall’altra, stanno lavorando alla pianificazione e all’elaborazione di materiali istituzionali per avviare una raccolta fondi mirata alle imprese della zona. Nelle prossime settimane inizieranno anche dei laboratori presso la scuola secondaria di Machava, il quartiere in cui ha sede l’organizzazione, per un contatto più stretto con le giovani generazioni, al fine di prevenire le dinamiche violente attraverso incontri settimanali di divulgazione su tematiche quali i ruoli di genere e la violenza di genere.

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