Una notizia importante dal progetto Spirulina for Congo

Il nostro progetto in Repubblica Democratica del Congo raggiunge un traguardo scientifico di grande rilievo: è stato appena pubblicato su una rivista scientifica internazionale lo studio condotto da Josué Mupemba, Presidente di AGAPE RDC, insieme a un team di ricercatori, sull’efficacia della spirulina, prodotta direttamente nel centro di produzione di AGAPE, nella riabilitazione nutrizionale dei bambini malnutriti. Risultati concreti…

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Aggiornamenti dal Burkina Faso

Negli ultimi mesi, la comunità di Orkounou, nel sud-ovest del Burkina Faso, ha affrontato momenti difficili. A ottobre, la mensa scolastica del villaggio è stata distrutta. Per la comunità è stato un duro colpo: qui la scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma il cuore della vita comunitaria, strettamente legata anche ai progetti agricoli che sostengono le…

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Vivi come se non ci fosse un domani

Vivi come se non ci fosse un domani… ma pianificalo bene

Una scelta oggi può costruire qualcosa domani, grazie ai lasciti solidali

C’è un momento nella vita di ciascuno in cui ci si ferma a pensare a ciò che resterà di noi. Non in senso malinconico, ma come desiderio di lasciare un segno positivo, qualcosa che continui a vivere oltre il nostro tempo. Il futuro, in fondo, non è qualcosa che semplicemente accade: è qualcosa che costruiamo, passo dopo passo, anche attraverso le scelte che facciamo oggi. Una scelta oggi può costruire qualcosa domani, grazie ai lasciti solidali.

Tra i gesti più preziosi, ma spesso anche più fraintesi, c’è il lascito testamentario. Per troppo tempo è stato avvolto da silenzi e pregiudizi: alcuni lo considerano un tema difficile, altri pensano che riguardi solo chi possiede grandi patrimoni. La verità è un’altra: fare un lascito significa trasformare i propri valori in azioni concrete, dare continuità a ciò in cui abbiamo creduto durante la vita. Ma è vero tutto quello che si dice?

Sfatiamo insieme i 5 falsi miti più diffusi:

1.Non serve possedere grandi ricchezze.

 La maggior parte dei lasciti solidali nasce da gesti semplici, da risparmi quotidiani, capaci però di cambiare la vita di molte persone. Un piccolo contributo, unito a quello di tanti altri, può costruire scuole, sostenere cure, accogliere chi è in difficoltà. Non conta la quantità, ma l’intenzione di far vivere ciò che ci sta a cuore.

2.Non sottrae nulla ai tuoi cari.

La legge tutela sempre gli eredi più stretti: nessuno può essere escluso da ciò che gli spetta.

3.È un gesto semplice da compiere.

Un testamento olografo — scritto a mano, datato e firmato — è valido e gratuito. Chi desidera maggiore sicurezza può rivolgersi a un notaio con facilità. È un atto sobrio, alla portata di tutti, che dà la certezza che la propria volontà sarà rispettata.

4.Puoi modificarlo quando vuoi.

È un gesto libero, che si può modificare o cancellare in qualunque momento. Un lascito accompagna la vita, seguendone i cambiamenti, come un filo discreto che unisce presente e futuro.

5.Non ci sono oneri fiscali per chi lo riceve.

Anche sul piano fiscale, tutto è più semplice di quanto si creda: i lasciti a favore delle organizzazioni non profit non sono soggetti a imposte di successione. Ogni bene, ogni euro donato, arriva interamente a destinazione, trasformandosi in azioni concrete.

Un lascito solidale è un atto di fiducia nella vita e nel futuro, è il modo più autentico per dire: “Io ci sarò ancora, nel bene che continuerà a generarsi.”

Perché vivere come se non ci fosse un domani significa anche pianificarlo con cura: ciò che lasci oggi può diventare le fondamenta di un domani più giusto, più umano e più solido per tutte e tutti.

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Un libro aperto, un futuro acceso

Un libro aperto, un futuro acceso

A settembre si ritorna tra i banchi di scuola, facciamo in  modo che sia così per tutti e tutte.

 

In Repubblica Democratica del Congo e Burkina Faso, accedere all’università è un privilegio per pochi. Le scuole hanno pochissimi posti o prevedono un costo troppo alto per la maggior parte delle famiglie. E così, tanti giovani pieni di talento vedono il proprio futuro fermarsi troppo presto. Ecco perché ogni donazione, anche la più piccola, è un seme di speranza.

– In Burkina Faso, nel villaggio di Orkounou, circa 250 bambini sognano di imparare a leggere, scrivere e costruirsi un futuro migliore. Molti di loro sono orfani o profughi interni, fuggiti dalla violenza del terrorismo. Anche se dal 2025 la legge prevede la gratuità dell’istruzione, i costi “nascosti” – libri, divise, trasporti – restano un ostacolo insormontabile per tante famiglie.

-In Repubblica Democratica del Congo, due ragazze appena diplomate della nostra casa famiglia Laura Perna hanno un sogno: iscriversi all’università. Hanno talento, passione e forza di volontà, ma senza un sostegno economico rischiano di vedere spegnersi il loro futuro.

Con AGAPE crediamo che l’istruzione sia la chiave per cambiare la vita delle persone e per costruire comunità più giuste e solidali.

Ogni donazione, anche la più piccola, è un seme di speranza che diventa futuro.

 

Il nostro obiettivo

Con questa raccolta fondi vogliamo:

  • Garantire 2 borse di studio universitarie annuali (400 € ciascuna) per le due ragazze della Casa famiglia Laura Perna.

  • Garantire 5 borse di studio annuali ad Orkounou, in Burkina Faso (120 € ciascuna) per i bambini della scuola elementare locale.

Totale da raggiungere: 1.400 €

 


 

Diventa parte della storia di questi bambini e ragazze. Prendi parte al cambiamento! 

DONA ORA

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Aggiornamenti dal Mozambico

Aggiornamenti dal Mozambico

Il progetto “Construindo com a Música” continua il suo percorso, creando reti e rafforzando le competenze di artisti e professionisti del settore musicale.

 

Alla fine di agosto si è svolto il Mozambique Music Hackathon 2025, un evento che ha riunito giovani musicisti e creativi per affrontare le principali sfide del settore: inclusione delle donne, valorizzazione del patrimonio culturale, turismo sostenibile, networking artistico e internazionalizzazione della musica mozambicana.

Durante le serate di showcase, la rapper TMRS AwaGe si è aggiudicata il premio principale, mentre i vincitori dell’Hackathon, Okumana Ya Makhalelo, voleranno in Italia a novembre per rappresentare il progetto e presentare le loro idee davanti a un pubblico internazionale.

A settembre il percorso è proseguito con nuove formazioni in Music Business nelle province della Zambézia e di Nampula, guidate dall’esperta manager musicale italiana Silvia Nocentini.

Il progetto è realizzato con la collaborazione di Comune di Milano, Milano Musica e Diapason Progetti Musicali, finanziato da AICS insieme al Ministero dell’Educazione e della Cultura mozambicano.

 

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Adotta una Capra

Il cambiamento inizia anche dal divano

Con un click, puoi contribuire a sostenere progetti di sviluppo che cambiano la vita di intere comunità.

 

Comprare una gallina senza ottenere uova, acquistare una capra senza avere latte… sembra una fregatura, vero? In realtà, non lo è affatto! Stiamo parlando di una nostra nuova iniziativa che ti permette di adottare a distanza un animale, sostenendo missioni che fanno davvero la differenza.

Immagina la scena: tu, comodamente seduto o seduta sul tuo divano, mentre prendi una decisione che non solo è utile, ma contribuisce anche a migliorare la vita di altre persone. Con soli 15 euro, puoi acquistare una gallina ovaiola che andrà a unirsi al polo zootecnico di Orkounou, in Burkina Faso. Questo centro, in rapida espansione, sta diventando un vero e proprio motore di sviluppo per l’intera comunità locale. E cosa c’è di meglio di una gallina che depone uova per far partire una piccola, ma potentissima, rivoluzione sociale?

Se le galline non ti convincono, niente paura! Con 35 euro, puoi comprare una capra che sarà il punto di partenza per progetti imprenditoriali gestiti da donne in Poovanipattu, in India, attraverso un programma di microcredito. Qui, la capra non è solo un animale da mungere, ma un vero e proprio strumento di riscatto sociale. L’acquisto di questa capra rappresenta una risposta alla discriminazione e una spinta verso la realizzazione per molte donne che, grazie a questa opportunità, riescono a diventare autonome e protagoniste di un cambiamento che si diffonde come un’onda positiva.

Inoltre, potrai scegliere il nome dell’animale che “adotterai”! Se invece preferisci lasciarti sorprendere, sarà assegnato un nome in lingua locale, con tanto di spiegazione del suo significato. Un modo originale per arricchire il tuo bagaglio culturale… senza nemmeno dover fare le valigie!

Ma non si tratta solo di un acquisto: è un vero e proprio motore di sviluppo. Non è una semplice donazione; è come una palla di neve che rotola, sempre più grande, innescando cambiamenti a catena. Ogni piccola azione stimola la successiva, creando un circolo virtuoso che porta a una crescita e a una maggiore autonomia per individui e comunità.

Così, mentre ti godi il relax del tuo divano, saprai che una gallina sta facendo la sua parte per migliorare la vita in Burkina Faso, e che una capra sta dando un’opportunità a una donna in India per cambiare il suo destino. E tutto questo, senza dover nemmeno uscire di casa. Non è fantastico?

La 1°D della scuola secondaria di primo grado M. Montanari di Ravenna, l’ha già fatto!

La classe ha adottato Ragù una giovane capra, che è diventata il motore del cambiamento di una nuova famiglia di Poovanipattu.

 

Trovi tutte le info sul nostro Shop online!

 

 

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The Period

The Period

C’è qualcosa di profondamente rivoluzionario in un assorbente.

 

Sì, hai letto bene. Non stiamo parlando di proteste in piazza, slogan urlati o bandiere al vento. Ma di un semplice oggetto rettangolare, spesso ignorato, taciuto, nascosto nelle tasche delle giacche o passato di mano come fosse contrabbando. Eppure, in un villaggio del Tamil Nadu, nel sud dell’India, proprio un assorbente sta diventando simbolo di libertà, dignità e riscatto.

Benvenuti a Poovanipattu, dove è nato “The Period”, un progetto che ha scelto di parlare apertamente di ciò di cui non si parla: le mestruazioni.

In India, il ciclo mestruale è ancora un tabù pesante. Per molte ragazze significa saltare giorni di scuola, sentirsi sporche, inadeguate, impure, ammalarsi. Significa arrangiarsi con stracci, carta di giornale o foglie secche. Significa portare il peso di un corpo che, mese dopo mese, viene considerato un problema da nascondere.

Il progetto “The Period” nasce da un’intuizione semplice ma potente: se vogliamo che le donne possano essere protagoniste della loro vita, dobbiamo partire dal corpo. Dal loro corpo.

Per questo abbiamo cominciato proprio da qui. Dalle parole. Abbiamo chiamato le cose con il loro nome, anche se all’inizio qualcuno abbassava lo sguardo. Mestruazioni. Assorbente. Ciclo. Niente più eufemismi. Nessuna vergogna.

Ora stiamo passando all’azione. Abbiamo intenzione di acquistare un macchinario che ci permetterà di produrre assorbenti biodegradabili, ecologici e accessibili, usando fibre naturali come la cellulosa. Il progetto prevede anche la formazione di un gruppo di 10-15 donne del villaggio, che gestiranno ogni fase: dalla produzione alla distribuzione, fino alla vendita.

Una piccola impresa femminile che, assorbente dopo assorbente, genera reddito, consapevolezza ed indipendenza.

Perché sì, parlare di mestruazioni è un atto politico. In un mondo in cui la povertà mestruale colpisce milioni di donne e ragazze, poter avere un assorbente pulito e sicuro non è un lusso. È un diritto. E come ogni diritto, va difeso, protetto, garantito.

Abbiamo deciso di farlo a modo nostro: con semplicità, ascolto, alleanza. Costruendo legami tra donne, rompendo silenzi, imparando a guardare il ciclo non come un ostacolo ma come un simbolo. Di vita. Di forza. Di possibilità.

“The Period” è solo all’inizio, ma già si sente l’energia del cambiamento. Le ragazze iniziano a parlare tra loro, a farsi domande. Le madri ascoltano. I ragazzi partecipano. E in tutto questo, un piccolo assorbente diventa molto più di un pezzo di cotone: diventa uno strumento di libertà.

E allora sì: a Poovanipattu, la rivoluzione ha la forma di un assorbente. E sta cambiando il mondo. Silenziosamente. Coraggiosamente. In modo dannatamente concreto.

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Acqua pulita per tutti

Acqua pulita per tutti

Con un progetto ben elaborato, siamo riusciti a portare acqua pulita a Fra Kipoy e ai bambini, ai giovani e alle famiglie di Kikwit, in modo che potessero crescere sani.

Grazie ad AGAPE, in collaborazione con l’associazione MONINGA, la scuola elementare e la scuola media dei Fratelli di San Giuseppe o Fratelli Giuseppiti di Kinzambi nella città di Kikwit, in Repubblica Democratica del Congo, hanno ricevuto un finanziamento per la realizzazione un pozzo che oggi fornisce acqua pulita a tutta la comunità. Il progetto è stato realizzato completamente nei mesi scorsi ed è già funzionante: 1200 bambini, le loro famiglie e i 1000 ragazzi di queste due scuole usufruiscono quotidianamente del pozzo, ricevendo gratuitamente acqua pulita.

 

Al resto della comunità attorno alle scuole, cerchiamo di vendere l’acqua ad un prezzo sociale, così da ricavare il necessario per mantenere le cisterne e la pompa di acqua in buone condizioni. Prima che venisse realizzato il pozzo, l’acqua che veniva utilizzata per bere e lavarsi era quella dei corsi d’acqua locali, spesso contaminati da rifiuti, batteri e agenti chimici o dall’acqua piovana stagnante, che, per questa ragione, non poteva rispettare i requisiti minimi di igiene e salubrità, e costituiva una delle fonti principali di diffusione di malattie infettive e di gravi patologie renali e gastrointestinali.

 

Una conseguenza molto comune dell’uso quotidiano di acqua contaminata è la dissenteria in forme particolarmente severe, che può anche essere letale per un bambino appena nato, a causa del sistema immunitario già fortemente compromesso dalla malnutrizione.

 

La presenza di acqua pulita in questo luogo ha cambiato molto la vita dei bambini della zona: invece di dover fare ogni giorno 5 chilometri sotto il sole cocente, con carichi disumani sulla testa, per prendere solo 5 litri di acqua pulita, adesso la possono trovare vicino casa costantemente. Grazie all’utilizzo dell’acqua pulita del pozzo, scenderà di molto il tasso di mortalità infantile, quello dei bambini di strada e anche la scuola non dovrà più comprare l’acqua per averne di non contaminata. Durante i mesi di luglio, agosto e settembre la comunità potrà utilizzare l’acqua del pozzo per irrigare i campi e coltivarli ugualmente, anche se si tratta del periodo più secco dell’anno. Grazie di cuore per la vostra generosità. Speriamo di poter, in futuro, costruire un nuovo pozzo per raggiungere ancora altri bambini.

Fra Kipoy

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Un anno di Costruire Con La Musica

Un anno di Costruire Con La Musica

Il progetto Costruire Con La Musica, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha concluso il 17 maggio il suo primo anno di attività con un bilancio che possiamo dire positivo. I primi sei mesi sono serviti per creare, insieme a tutti i partner (Ministero della Cultura e del Turismo del Mozambico, AGAPE, Comune di Milano, Milano Musica e Diapason Progetti Musicali), tutti i flussi di lavoro per i prossimi tre anni, e ora le attività stanno procedendo. Non sono mancati gli imprevisti, come il ciclone che a febbraio e marzo ha colpito le province di Inhambane e Zambézia, proprio due delle tre, insieme a Nampula, che saranno al centro del lavoro del progetto.

 

COSA È STATO FATTO QUEST’ANNO

 

  1. VISITE ALLE PROVINCE: la responsabile del progetto e il funzionario amministrativo, insieme ai rappresentanti di MICULTUR, hanno avuto l’opportunità di visitare più volte le province di Inhambane, Zambézia e Nampula negli ultimi mesi per organizzare le attività del Cluster 3 (OCCUPAZIONE E IMPRENDITORIALITÀ). Hanno avuto la possibilità di incontrare i Direttori Provinciali della Cultura e del Turismo e i Direttori delle Case Provinciali della Cultura, con i quali hanno stabilito una forte intesa e un grande piano di lavoro. Inoltre, i referenti del Comune di Milano hanno visitato le province nel luglio 2022 (Inhambane) e nel febbraio 2023 (Zambézia) e hanno potuto vedere le Case della Cultura e parlare con tutti i loro rappresentanti;
  2. CONSEGNA DEI MATERIALI DEL PROGETTO: nei mesi di aprile e maggio di quest’anno, la Ministra della Cultura e del Turismo, Eldevina Materula, ha consegnato alle Case Provinciali della Cultura alcune delle attrezzature previste dal progetto. Si tratta di stampanti, macchine fotografiche, videocamere, telefoni e proiettori, materiali importanti per la realizzazione di attività di formazione, comunicazione e supporto agli artisti e al settore culturale nei prossimi anni;
  3. REVISIONE DEL FUNDAC: ad aprile è stato organizzato un ritiro che ha coinvolto diversi attori del FONDO DI SVILUPPO ARTISTICO E CULTURALE e di altre istituzioni culturali pubbliche con l’obiettivo di analizzare il funzionamento attuale del FUNDAC e definire i termini di riferimento per la ristrutturazione, il rafforzamento e la diversificazione degli strumenti finanziari e degli incentivi a disposizione del settore. Durante i giorni del ritiro, è stato inoltre possibile ascoltare una serie di interventi sui sistemi di finanziamento pubblico della cultura in Italia e in Brasile, che hanno fornito un’importante riflessione per rivedere la meccanica in Mozambico;
  4. PIATTAFORMA INTEGRATA MULTIFUNZIONE INICC: Il progetto prevedeva inizialmente la creazione di una piattaforma integrata da assegnare all’Istituto Nazionale per le Industrie Culturali e Creative; dopo un’analisi della piattaforma sviluppata direttamente dall’INICC, si è deciso di intervenire su questa stessa piattaforma, integrandola con le funzioni previste dal progetto Costruire Con La Musica. Sono in corso di definizione i termini di riferimento per l’assunzione di consulenti che, attraverso un processo partecipativo, possano migliorare il funzionamento dell’attuale piattaforma dell’INICC in modo da renderla più rispondente alle esigenze degli utenti finali;
  5. CURRICULUM DEI CORSI DI LIVELLO MEDIO: dall’inizio dell’anno, gli esperti italiani e l’équipe della Scuola Nazionale di Musica stanno lavorando per trovare la strategia migliore per sviluppare curricula efficaci (Musicoterapia, Costruzione e manutenzione degli strumenti musicali tradizionali mozambicani, Manutenzione degli strumenti classici e Ingegneria del suono) adatti al contesto mozambicano.

 

PROSSIMI PASSI

 

  1. RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE: a luglio, dal 19 al 29, inizierà il primo ciclo di formazione per i funzionari del Ministero della Cultura e del Turismo e delle sue istituzioni dipendenti e per i rappresentanti delle province coinvolte nel progetto. I corsi di formazione, che coinvolgeranno docenti mozambicani e italiani in uno scambio continuo, riguarderanno la gestione delle industrie culturali e creative, la valorizzazione, la gestione e l’utilizzo del patrimonio pubblico, la comunicazione e il fundraising;
  2. FORMAZIONE PROFESSIONALE: nei prossimi mesi, Luka Mukhavele, Pedro Sitoe e il corpo docente della Scuola Nazionale di Musica saranno impegnati nello sviluppo del programma di studi per il corso di scuola secondaria sulla costruzione e manutenzione degli strumenti musicali tradizionali mozambicani. In questo contesto, dal 3 al 14 luglio, i professori Sitoe e Mukhavele hanno condotto un corso di formazione iniziale su questo tema, con l’obiettivo di formare i potenziali futuri insegnanti del corso. Alla formazione parteciperanno costruttori professionisti provenienti dalla città di Maputo, dalla provincia di Maputo, da Inhambane, Zambézia e Nampula;
  3. OCCUPAZIONE E IMPRENDITORIALITÀ: a luglio inizieranno i lavori di ristrutturazione e allestimento degli spazi delle Case della Cultura provinciali che ospiteranno gli incubatori di imprese culturali e creative e gli studi di registrazione.

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Una nuova famiglia per la piccola Dani

Una nuova famiglia per Dani

La disabilità è ancora un tabù molto forte in R.D. del Congo, ma grazie alla rete di AGAPE, Dani crescerà circondata da amore.

Dani Néhema Haniel è nata solo pochi giorni fa ma è stata abbandonata dai genitori perché durante il periodo di gestazione non le si sono formate del tutto le braccia. È stata lasciata a sè stessa perché, in R.D. del Congo, il pregiudizio nei confronti dei bambini disabili è ancora elevatissimo: si pensa che siano bambini stregoni, per cui, invece di dargli tutte le cure e l’amore di cui avrebbero bisogno, vengono lasciati a morire.

 

La Dottoressa Nanou, responsabile dell’ospedale Horizon Sud, in R.D. del Congo l’ha salvata: ha visitato accuratamente la bambina che, per fortuna, sta bene, e presenta tutti i riflessi che dovrebbe avere per la sua età, ha solo una disabilità fisica. Quando è stata accolta, la piccola Dani ancora non aveva ancora un nome, che le è stato dato proprio dalla Dottoressa, perché è una bambina come tutte le altre e anche lei meritava di essere riconosciuta da qualcuno.

 

All’interno dell’ospedale Horizon Sud, AGAPE porta avanti il progetto dell’ozonoterapia, per cui la Dottoressa Nanou conosce bene la nostra organizzazione e la sensibilità e l’impegno che mettiamo nella cura dei bambini affetti da disabilità. Per questo, appena ha trovato la bambina, la Dottoressa ha chiamato Josuè Mupemba, presidente di AGAPE R.D. Congo, il quale si è attivato immediatamente raccontando la sua storia a Paolo, il presidente di AGAPE. Insieme, hanno cercato la soluzione migliore per la bambina ed è stato contattato il Centro Medico Polivalente e Orfanotrofio San Marcello, fondato dalla Dottoressa Carla Mauro.

 

La piccola Dani ora è stata affidata a loro, si prenderanno cura di lei, sia dal punto di vista medico che affettivo, e potrà crescere in un ambiente protetto, in cui non sarà vista solo come la sua disabilità, ma come una bambina con una vita davanti e con un potenziale da coltivare ed esprimere.

 

Questo miracolo, trovare una casa per Dani in pochissimo tempo e garantirle cure e attenzioni, è stato possibile grazie alla rete che, giorno dopo giorno, AGAPE sta creando a Kinshasa, fatta di tanti partner che gestiscono piccole case d’accoglienza. La dimensione ridotta ci permette di seguire i bambini uno ad uno, stargli vicino nella crescita e negli eventuali problemi, ed essere sicuri che vivano in un ambiente che li ama e che li aiuta a far esprimere le proprie potenzialità, soprattutto quanto sono portatori di una qualche disabilità.

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